IT- Chapter One

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TITOLO: It-Chapter One

REGIA: Andres Muschietti

CAST: Jaeden Lieberher, Bill Skarsgård, Wyatt Oleff, Jeremy Ray, Sophia Lillis, Finn Wolfhard, Jack Dylan Grazer, Chosen Jacobs, Nicholas Hamilton, Jackson Robert Scott

ANNO: 2017

PRODUZIONE: U.S.A.

TRAMA

Derry, una piccola cittadina del Maine, viene sconvolta dalla scomparsa di alcuni bambini e adolescenti. Dietro questi eventi si cela un terribile segreto che solo un gruppo di ragazzini, soprannominati I Perdenti, riesce a scoprire: le sparizioni sono in realtà omicidi attuati da un’entità malefica che si risveglia ogni 27 anni e che assume varie forme, fra cui quella di Pennywise, il pagliaccio ballerino. Soli contro tutti ed armati solo della loro amicizia, dovranno fermare IT, questa misteriosa creatura che vuole ucciderli prima di tornare a dormire

RECENSIONE

Parlare di questo film non è facile perché è inevitabile il paragone con la miniserie degli anni ‘90 e soprattutto con il capolavoro di Stephen King.
È necessario però farlo per poter affrontare con onestà il discorso.
Diciamo subito che non siamo di fronte ad un remake né ad una fedele trasposizione del libro, ma ad un progetto più ambizioso che cerca di essere indipendente e di ritagliarsi il suo piccolo spazio. Per riuscirci sono state apportate differenze nella sceneggiatura, come il cambiamento di Ben che diviene lo storico del gruppo al posto di Mike o l’ambientazione dell’infanzia dei Perdenti negli anni ‘80 invece che negli anni ‘50.
Cambiamenti che non influiscono sulla trama e sullo svolgimento e sulla fedeltà allo spirito del libro, come lo stesso Stephen King ha sottolineato dopo la visione.
Ovviamente vi sono delle parti che non possono esserci, come il divenire amici da parte dei protagonisti, il loro crescere quotidianamente e il divenire adulti. Quella parte manca ed è inevitabile perché sarebbe impensabile una trasposizione di tutto ciò che IT è.
Quindi va bene la volontà degli sceneggiatori e del regista di voler cambiare e di fare dei tagli, una scelta coraggiosa e che in parte ripaga perché il film scorre veloce e la visione non è noiosa.
Tuttavia vi è un elemento che era indispensabile riportare, fondamentale nel romanzo ed anche nella miniserie televisiva: la possessione della città, il senso di smarrimento dei ragazzi di fronte ad una società che non li tutela e che non può aiutarli perché IT è Derry e Derry è IT.
Ecco, questo aspetto manca nella pellicola ed è un vero peccato. Spero che nel secondo capitolo venga approfondito meglio.
Un plauso agli attori e soprattutto a Skarsgård che ha saputo dare una versione convincente di Pennywise, staccandosi dalla prova di Tim Curry, regalandoci un pagliaccio meno folkloristico, ma più fedele alla versione del libro

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