Frankenstein

frankenstein

TITOLO: Frankenstein

AUTORE: Mary Shelley

PAGINE:  221

TRAMA:

Il barone Victor Frankenstein, brillante laureando dell’università di Ginevra, è ossessionato dal suo sogno più grande: dare vita ad un corpo inanimato. Per realizzare questo sogno, trascura tutto e tutti: la sua famiglia, gli amici più stretti, compresa Elizabeth, una povera orfana che i suoi genitori avevano preso a vivere con loro e che rappresenta il grande amore della vita di Victor. Dopo anni di fatiche e sull’orlo di un delirio mentale, riesce nella sua impresa, ma questo sarà solo l’inizio di un incubo senza fine

RECENSIONE:

CAPOLAVORO. Questo è l’unico aggettivo che mi viene in mente per un romanzo che, dopo quasi due secoli di vita, riesce ancora a catturare l’attenzione dei lettori di tutto il mondo e a spaventarli. La genesi del romanzo è ormai leggenda: lord Byron nell’estate del 1816 ospitò nella sua dimora in Svizzera alcuni fra i più celebri letterati dell’epoca, fra cui anche la Shelley. Una sera, costretti a rimanere in casa a causa di una tempesta, Byron propose a tutti di scrivere una storia dell’orrore e Shelley partorì quello che poi sarebbe stato il nucleo di Frankenstein, completato l’anno successivo.
Di Frankenstein si è detto tutto ed il contrario di tutto. Numerosissime sono state le trasposizioni cinematografiche, anche se quasi sempre il cinema ha distorto la realtà del romanzo: il mostro, a cui molti erroneamente continuano a dare il nome di Frankenstein, ci è stato spesso presentato come un gigante mostruoso nell’aspetto, ma dall’animo gentile e pacifico, costretto a fare del male perché attaccato. Niente di più falso. L’essere creato dal dottor Frankenstein in realtà viene descritto dalla Shelley, come un uomo dall’animo normale che vuole cercare di vivere la sua vita. Negatagli questa possibilità, dà libero sfogo alla vendetta contro tutti e soprattutto contro il barone, che considera suo padre, colpevole di averlo rinnegato come figlio. La Shelley ci racconta la storia di un figlio che vuole solo essere amato da suo padre e che si vendica per il fatto di essere ripudiato. La guerra fra padre e figlio, capaci di ogni genere di nefandezza pur di non deviare dalle loro convinzioni, diventa quindi una metafora delle continue lotte fra gli uomini, che si uccidono invece di aiutarsi e che agiscono senza pensare alle conseguenze che quasi sempre colpiscono chi li sta intorno: il barone Frankenstein vedrà morire tutti i suoi cari, uccisi senza pietà dal mostro, uccisi da colui che doveva essere un loro fratello.
Il libro è scritto benissimo, scorre via in modo fluido ed accattivante, coinvolgendo il lettore in un turbine di emozioni e paure. Molto ben dettagliate sono le personalità dei protagonisti, in modo da renderli vivi e reali e per questo ancora più terrificanti.
Frankenstein è un capolavoro della letteratura mondiale ormai entrato nell’immaginario collettivo della gente e che continuerà per sempre ad attrarre e a spaventare i lettori, grazie alla sua trama e alle idee, sempre più attuali

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