Scanners

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TITOLO: Scanners

REGIA: David Cronenberg

Cast: Jennifer O’Neill-Stephen Lack-Patrick McGoohan

PRODUZIONE: U.S.A.

ANNO: 1982

DURATA: 104 minuti

TRAMA:

Cameron Vale è un barbone, un emarginato dalla società con dei seri disturbi mentali. In realtà è uno scanner, un individuo dotato di enormi poteri telepatici, ma incapace di sfruttarli in modo adeguato. Gli viene offerta una mano dal dottor Ruth della Consec, un colosso nel campo farmaceutico, che da tempo sta effettuando ricerche sugli scanner e sulle possibilità di gestire il loro potere e di poterli inserire nella società. Il compito principale di Vale sarà trovare Darryl Revock, uno scanner sfuggito al controllo della Consec e che ha dato vita ad una sua crociata contro la società e tutti gli scanner che si rifiutano di aiutarlo nel suo scopo

RECENSIONE:

Film di David Cronenberg del 1982 divenuto un cult, perché ha lanciato il mito degli scanner. A prima vista il film sembra riprendere l’eterno tema dell’emarginazione sociale, tanto caro agli X-Men, con i diversi che si dividono in due gruppi, uno disposto alla fratellanza con il genere umano, l’altro fautore della politica del dominio del più forte. In realtà l’analisi di Cronenberg è ben più profonda: gli scanners non sono il prodotto di una mutazione naturale, ma sono opera dell’uomo (sono creati grazie ad un farmaco prodotto dalla Consec) che cerca sempre di manipolare le leggi dell’universo e di rendersi superiore ai suoi simili. La lotta in questo caso non è fra due razze, ma diviene lo specchio della società umana e dei suoi eterni contrasti: il desiderio di vendetta e di potere di Revock simboleggia la voglia di dominio dell’uomo che vuole primeggiare su coloro chi considera debole; Vale vuole uccidere il suo nemico, non perché spinto da un senso di giustizia, ma per paura di essere ucciso da costui. Il finale è sorprendente.
Dal punto di vista degli effetti speciali non aspettatevi certo cose grandiose, specie se paragonate a quelle dei film di oggi: il film infatti sa di molto artigianale. Cronenberg punta molto di più sulla storia e sul ritmo della narrazione e visti i risultati, bisogna dire che ha visto giusto per l’ennesima volta.
Bellissimo

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