Westworld-Dove tutto è concesso

Westworld

GENERE: Drammatico, fantascienza, thriller

ANNO: 2016

CAST: Evan Rachel Wood, Thandie Newton, Jeffrey Wright, James Marsden, Ben Barnes, Clifton Collins Jr., Ingrid Bolsø Berdal, Luke Hemsworth, Sidse Babett Knudsen, Simon Quarterman, Rodrigo Santoro, Angela Sarafyan, Tessa Thompson, Jimmi Simpson, Shannon Woodwar, Ed Harris, Anthony Hopkins

EPISODI: 10

PAESE: U.S.A.

TRAMA

Westworld è un parco divertimento popolato da androidi creato per consentire ai visitatori un’esperienza a tema western realistica e ultra violenta, senza alcuna ripercussione morale e legale.

A tal fine il dottor Robert Ford direttore creativo del parco e capo del team di sviluppo, aggiorna continuamente gli androidi con le cosiddette “ricordanze” (sogni ad occhi aperti) per renderli sempre più simili agli umani.

L’origine umana di questi input tende a prevalere sui comandi impostati dal team, rendendo instabili gli androidi che tentano di prendere il controllo e ribellarsi.

RECENSIONE

Mi sono avvicinato a questa serie poiché uno degli interpreti era Anthony Hopkins (lo adoro, lo ritengo uno dei più grandi di sempre) e anche perché leggevo sul web commenti che definire entusiasti non avrebbe reso giustizia. Ebbene, credo che forse sarò una delle poche voci fuori dal coro. Intendiamoci, siamo di fronte ad un buon prodotto, ottimamente interpretato dagli attori (Anthony Hopkins come sempre non mi delude), ottime ambientazioni e una robusta trama alle spalle, basata sul film del 1973 Il Mondo dei Robot, scritto e diretto da Michael Crichton, ma “Westworld-Dove tutto è concesso” non è riuscito a coinvolgermi, non più di tanto.

Il motivo?

Probabilmente il volerla tirare troppo per le lunghe da parte degli sceneggiatori che hanno sviluppato una stagione a doppia velocità: la prima parte lenta, con i personaggi che cercano di prendere coscienza di quello che è Westworld e la seconda, dove i colpi di scena si susseguono a grande velocità, forse troppa, come se si avesse voglia di concludere velocemente la storia senza lasciare punti in sospeso per una seconda stagione, che è già in lavorazione.

Quindi, per carità, è da ammirare l’aver voluto approfondire i temi trattati e il concludere il cerchio già in questo primo ciclo di episodi, ma secondo me è l’equilibrio che manca e che secondo me non ha permesso a questa serie di compiere un ulteriore salto di qualità.

Il finale poi non mi convince perché sembra vanificare il plot principale della trama: il risveglio della parte umana degli androidi e la presa di coscienza della loro realtà. Invece il tutto viene ricondotto ad un disegno ben preciso a parte di Ford. Capisco il voler creare un colpo di scena, ma andava studiato meglio.

Curioso per la seconda stagione perché Westworld ha già concluso il suo percorso e raggiunto il suo scopo. Ora sarà necessario cambiare il fine della trama, ma ne varrà la pena?

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