In Un Incubo Di Follia

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TITOLO: In un incubo di follia

AUTORE: Dean Koontz

PAGINE: 201

TRAMA

Alex sta attraversando gli Stati Uniti in auto, in compagnia di Colin, il fratellino della moglie. I due sono diretti a San Francisco, dove la donna li attende nella nuova casa. Lungo l’autostrada, il ragazzino nota un furgone che li tallona costantemente e, per gioco, immagina che si tratti dell’FBI. Ma a poco a poco il divertimento si trasforma in terrore: chi li insegue è infatti uno psicopatico, deciso a eliminarli. La polizia appare indifferente o incredula davanti agli appelli di Alex e il folle intanto li ha preceduti in California.

RECENSIONE

Dieci, il numero dei libri di Koontz che ho letto nel corso degli anni. Ho sempre affermato che con questo autore non esistono vie di mezzo: o si ama o si odia. Se da un lato continuo a ritenere vera questa mia affermazione, è anche vero che le ultime opere lette mi hanno deluso profondamente. Se Lampi, Intensity e Mezzanotte erano dei piccoli gioielli, Incubi e questo libro sono molto al di sotto delle mie aspettative per usare un eufemismo.

La storia, un incubo on the road, non decolla, troppe situazioni inverosimili e ripetitive: ad esempio il dialogo tra Alex e il poliziotto è qualcosa di assurdo, di irreale, sembra di assistere alla versione dura di Homer Simpson e del commissario Winchester con il primo che vuole effettuare una denuncia per essere stato vittima di un tentato omicidio e il secondo troppo impegnato a mangiare le sue noccioline per alzarsi dalla sedia. Qui però non siamo in un cartone che vuole fare satira della società americana, uno sviluppo della storia dev’essere coerente all’impronta data dall’inizio.

Inesistenti o quasi gli approfondimenti dei personaggi: Alex dovrebbe compiere un’ evoluzione nel corso degli eventi, da vigliacco a eroe e punto di riferimento della moglie e del fratellino, ma Koontz passa più tempo a dirlo che a renderlo credibile; lo psicopatico è il classico stereotipo degli assassini malati e vendicativi e se è credibile il motivo del suo odio (non posso andare oltre altrimenti sarebbe spoiler), non avrebbe guastato un maggiore approfondimento, magari con dei flashback che potessero renderlo più vivo.

Un libro bocciato per me, uno di quelli che si dimenticano cinque minuti dopo aver terminato l’ultima pagina. Forse ha un unico pregio: è molto breve, appena 201 pagine e per Koontz è davvero una rarità.

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